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Obesità e sovrappeso in cani e gatti: perché e come risolverli

Far perdere peso al proprio cane o al proprio gatto può essere un’impresa non da poco, ma si tratta di un atto d’amore nei confronti del proprio compagno di vita.

In Italia il 95% dei gatti e il 63% dei cani sono in sovrappeso.

C’è differenza tra sovrappeso e obesità: un pet è considerato in sovrappeso se il suo peso è superiore del 5-10% rispetto al suo peso-forma ideale (es. un Jack Russell adulto che dovrebbe pesare 5.5 kg pesa invece 6 kg). È obeso se supera il suo peso corporeo ideale almeno del 20% (es. un Labrador adulto che dovrebbe pesare 36 kg pesa invece 43 kg)



C’è una associazione tra lo stile di vita del proprietario e l’obesità del pet (Miyake et al., 2020): un proprietario particolarmente pigro difficilmente farà attività fisica insieme al suo cane, costringendolo a fare vita da divano. Inoltre c’è un’importante componente psicologica: molte persone ritengono che nutrire il proprio pet significhi amarli di più, e vedono quindi nel fatto di somministrare loro del cibo un’opportunità di interazione e scambio affettivo. Lo squilibrio tra questi due fattori, quindi energia somministrata (apporto calorico) e l’attività fisica (calorie consumate), porta ad un forte incremento del peso.


Ci sono delle razze di cani geneticamente predisposte all’obesità?

Si, infatti anche le linee guida nutrizionali FEDIAF propongono dei fattori nutrizionali di correzione per il calcolo del fabbisogno di questi cani, tra cui le razze nordiche come Labrador Retriever, Golden Retriever, Husky, e Beagle, Bassotto, Basset Hound, Cocker Spaniel e Pastore tedesco.


Quali sono le conseguenze dell’obesità?

- Diabete mollito

- Disturbi cronici articolari

- Malattie respiratorie

- Malattie cardiovascolari

- Problemi di termoregolazione

- Indebolimento del sistema immunitario

con conseguente riduzione dell’ aspettativa di vita. Infatti, secondo un recente studio condotto su circa cinquantamila cani, i soggetti in sovrappeso avevano una durata della vita più breve: i cani di taglia piccola normopeso vivevano circa 2 anni in più rispetto a quelli in sovrappeso! (Salt et al., 2018)


Qual é l’approccio?

In caso di piano di dimagrimento, bisogna ridurre l’apporto calorico dell’alimento e aumentare l’attività fisica, proprio come faremmo noi. Non basta diminuire la razione: non dobbiamo dare al cane o al gatto la sensazione di mangiare quantitativamente di meno, perché così, sicuramente, avrà ancora fame e noi saremo tentati di dare un gustoso fuoripasto al povero angioletto...

È bene quindi scegliere gli alimenti adatti in modo da mantenere lo stesso volume di cibo ma con un apporto di calorie (densità energetica) minore. L’accurata scelta dei nutrienti nelle giuste proporzioni provocherà nell’animale un senso di sazietà. In un buon piano sono previsti anche degli snack naturali compresi nel fabbisogno del pet.

Come anticipato, il tutto deve essere associato all’attività fisica. Non solo farà bene all’apparato locomotore del pet (e al vostro!), ma lo stimolerà cognitivamente, cosa che difficilmente accade in una vita sedentaria, e rafforzerà la vostra relazione.


Cosa non fare?

Non allungate un pezzettino di pane dal tavolo ed evitate di gratificarlo spesso con il cibo. Vietato impietosirsi e cedere! Se voi pensate di conoscere il vostro animale, sappiate che lui vi conosce ancora meglio, ed è perfettamente in grado di toccare i vostri punti deboli raggiungendo ciò che vuole. Chi di noi non ha mai fatto gli occhi dolci di fronte ad un gustoso dolcetto? Anche loro sono golosi, e non dovete, perciò, farvi spingere dai sensi di colpa: state facendo il suo bene, state prevenendo tantissime patologie e state allungando la sua vita, casomai dovreste sentirvi in colpa del contrario!





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