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I cani possono mangiare i carboidrati?

Si tratta sempre di un argomento che divide: carboidrati sì o carboidrati no?

Per poter dare una risposta bisogna, prima di tutto, fare riferimento alla fisiologia del cane e al suo sistema digestivo.



Il cane è un carnivoro cosiddetto “opportunista”, significa che nelle decine di migliaia di anni di domesticazione e quindi di vicinanza all’uomo, il cane si è adattato (proprio per opportunismo, quindi per convenienza e sopravvivenza) ad una alimentazione che non fosse strettamente carnivora, ma che comprendesse anche altri nutrienti da cui trarre beneficio ed energia.


IL CANE NON HA L'AMILASI SALIVARE


Il cane, a differenza per esempio dell’uomo, ha una produzione estremamente limitata di amilasi salivare (non è vero che è del tutto assente!) che permetterebbe di iniziare la digestione degli amidi già all’interno della cavità orale, impastando il cibo con la saliva grazie alla masticazione. In effetti, se notiamo, il cane è un animale che mastica molto poco l’alimento principale: l’anatomia della cavità orale, infatti, presenta dei denti che sono atti a strappare e lacerare, ma non a “macinare” gli alimenti come farebbe un bovino o come faremmo noi umani. L’articolazione mandibolare del cane, pertanto, permette un movimento “su e giù” ma non un movimento “destra-sinistra”.

Quindi, a causa di questo e della produzione estremamente limitata di α-amilasi salivare nei cani, la digestione enzimatica dei carboidrati non inizia in bocca.


DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI


Il cane ha la capacità di digerire i carboidrati grazie al pancreas, che produce l’amilasi pancreatica. La digestione dei carboidrati avviene quindi direttamente a livello di piccolo intestino. La μ-amilasi pancreatica nei cani è sensibile alla quantità di amido nella dieta: l'attività della μ-amilasi aumenterà con quantità crescenti di amido alimentare assunto.


PERCHÉ DARE I CARBOIDRATI AL CANE


I carboidrati non rappresentano un nutriente strettamente essenziale per un cane adulto in normali condizioni fisiologiche, tuttavia tutti i cani hanno un fabbisogno metabolico di glucosio. Alcuni tessuti e cellule (ad esempio, cervello e globuli rossi) dipendono dal glucosio per il fabbisogno energetico. Una volta assorbito il glucosio, può essere utilizzato per la produzione di ATP (energia per le funzioni vitali) attraverso la glicolisi, oppure immagazzinato nel fegato e nei muscoli scheletrici come glicogeno, o ancora può essere convertito in grasso e immagazzinato come tessuto adiposo.


I carboidrati negli alimenti per animali domestici forniscono una fonte preziosa e importante di glucosio, ma se i carboidrati sono forniti in quantità insufficienti le proteine possono fornire agli animali il glucosio attraverso vie alternative, cioè quelle gluconeogeniche.

Il consumo di carboidrati fornisce ai cani benefici metabolici consentendo al corpo di utilizzare i carboidrati come fonte di energia a rapido utilizzo in modo che le proteine possano essere utilizzate per altri importanti processi (ad esempio: crescita, riparazione dei tessuti e risposta immunitaria). Le proteine sono una fonte di energia meno efficiente dei carboidrati: le vie alternative che permettono di convertire le proteine in glucosio hanno necessità di espellere dei sottoprodotti, cioè i rifiuti azotati.


QUINDI NON ESISTE MAI UN FABBISOGNO MINIMO DI CARBOIDRATI, GIUSTO?


Sbagliato! Un fabbisogno di carboidrati minimo nel cane si mostra durante la gravidanza e l’allattamento.

Il bisogno metabolico di glucosio nei cani è particolarmente importante durante la gestazione e l'allattamento per sostenere la maggiore domanda di energia richiesta per lo sviluppo fetale, che non può essere sostenuta in modo ottimale dalla gluconeogenesi (cioè la trasformazione delle proteine di cui parlavamo prima). Secondo alcuni studi, l’uso di diete prive di carboidrati durante la gestazione ha provocato conseguenze negative, tra cui un aumento del tasso di mortalità dei cuccioli, nonché ipoglicemia e acetonemia nelle femmine.


ANCHE LA FIBRA È UN CARBODRATO


Anche la fibra alimentare non è considerata un requisito essenziale per i cani, tuttavia l'aggiunta di fibre alla dieta aiuta a mantenere un tratto gastrointestinale sano, promuove movimenti intestinali regolari, regola il pH all'interno del colon che contribuisce alla crescita di batteri benefici all'interno del tratto gastrointestinale e alla limitazione di quelli patogeni.


CI SONO DELLE ECCEZIONI


La tolleranza alimentare può variare individualmente tra i cani, indipendentemente dalla razza. La maggior parte dei cani è in grado di digerire gli amidi, ma è importante considerare le esigenze dietetiche specifiche di ogni animale. Alcune razze di cani, tendenzialmente quelle primitive tra cui, ad esempio, il Cane Lupo Cecoslovacco, il Siberian Husky e l’Alaskan Malamute, l’Akita o lo Shiba, hanno difficoltà a digerire gli amidi perché l’amilasi pancreatica è molto ridotta, se non quasi assente. In questo caso, è bene che la dieta sia formulata e bilanciata senza fonti di amido che possano portare a sintomi che manifestino l’intolleranza, come flatulenza o diarrea.

Il Setter Irlandese, invece, è stata l’unica razza finora descritta con un’intolleranza al glutine, in questo caso è bene valutarne l'introduzione selezionando fonti di carboidrati che ne siano privi.



Dott.ssa Costanza de Virgiliis, Nutrizionista Tecnico Veterinario, Master in Nutrizione e Alimentazione del cane e del gatto


Fonti:

(Role of carbohydrates in the health of dogs, A. Rankovic et al., 2019)

(Kienzle E. Carbohydrate metabolism of the cat 1. Activity of amylase in the gastrointestinal tract of the cat, 1993)

(Polvi A, Garden OA, Houlston RS, et al. Genetic susceptibility to gluten sensitive enteropathy in Irish Setter dogs is not linked to the major histocompatibility complex. Tissue Antigens, 1998)

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